REGIMI TOTALITARI

Il totalitarismo è una forma di governo in cui lo stato si impadronisce di tutte le strutture e si infiltra in ogni aspetto della vita pubblica e privata per controllarla; vengono usati strumenti quali la propaganda di stato e la pratica del terrore. Elimina ogni forma di autonomia fino a manipolare e trasformare la coscienza degli individui. >>> Segue galleria immagini

STALIN

STALINISMO: Regime totalitario di sinistra, istaurato da STALIN dopo la morte di Lenin nel 1924 con l’ascesa al potere nell’ Unione Sovietica. Resse da dittatore l’unione Sovietica fino al 1953. Gli elemento fondamentali furono: la ferrea dittatura del Partito comunista sul paese e quella di Stalin; eliminazione fisica degli oppositori; controllo dello Stato sulla vita della società.

MUSSOLINI

FASCISMO: Il fascismo è un movimento politico autoritario di destra, sviluppatosi in Italia come reazione ai profondi mutamenti politici a sociali dovuti alla prima guerra mondiale e al diffondersi delle dottrine socialiste e comuniste. Questo regime di carattere totalitario fu instaurato da MUSSOLINI nel 1922. Il programma originario del fascismo era un miscuglio di idee di sinistra e di destra e propugnava la necessità di un uomo forte al governo. Le capacità oratorie di Mussolini, la crisi economica post-bellica, una profonda e diffusa sfiducia nel sistema politico vigente e una crescente paura del socialismo contribuironoalla salita al potere di Mussolini con il suo partito fascista.

HITLER
NAZISMO: Regime totalitario di destra. Con l'assunzione delle guida al governo di Hitler nel 1933, il partito nazista diventò partito unico. Gli elementi centrali dell’ideologia nazista erano la dottrina razziale e la teoria dello "spazio vitale". Il nazismo predicava la superiorità della razza ariana, la razza padrona destinata a dominare il mondo e le altre razze, e un violento odio per gli ebrei, considerati colpevoli di tutti i problemi della Germania. Uno degli obiettivi del nazismo prevedeva espandere i propri territori in virtù del fatto che la razza superiore doveva avere spazi sufficienti per crescere e prosperare, relegando gli altri gruppi etnici ad una condizione subalterna.