PRESENTAZIONE ED ELABORAZIONE DEI DATI

Da: Cozzi-Protti-Ruaro - Analisi chimica - Moderni metodi strumentali

Quando si deve presentare una serie di misure correlabili ad una variabile indipendente secondo una generica legge del tipo y = f(x), il metodo più semplice consiste nel ricorrere ad una tabella del tipo:

X

Y

x1

y1

x2

y2

x3

y3

·

·

·

·

·

·

Se la relazione fra x e y è di tipo lineare, è possibile ricavare matematicamente un valore Xi, non misurabile, corrispondente ad un valore yi misurato e compreso tra due valori yn-1 e yn della tabella (a cui corrispondono xn-1 e xn rispettivamente), in base alla seguente equazione:

     (1.1)

II metodo dell'interpolaziene lineare risulta tanto più preciso quanto più piccolo è l'intervallo yn , yn-1

Esempio.
Supponiamo di avere a disposizione i dati di tab. 1.1, relativi alla retta di taratura per la determinazione spettrofotometrica dell'ammoniaca nelle acque secondo il metodo di Nessler.

Tabella 1.1 Retta di taratura dell'ammoniaca secondo il metodo colorimemco di Nessler.

 

X
(ppm NH4+)

Y
(Assorbanza a 420 nm)

 

  

0,2

0,035

 

  

0,5

0,072

 
 

0,7

0,102

 
 

1,0

0,127

 
 xn-1

1,5

0,208

      yn-1 

 xi

.....

.....

      yi

 xn

2,0

0,272

      yn
 

2,5

0,348

 

Se si desidera calcolare la concentrazione (xi)di un campione che dà un'assorbanza yi= 0,255 si procede al calcolo:

Più spesso, e più semplicemente, si ricorre alla rappresentazione grafica della funzione, procedendo poi alla interpolazione grafica dei valori ricercati. Per le funzioni lineari si usa in genere una semplice carta millimetrata, mentre per le funzioni logaritmiche si fa ricorso alle carte semilogaritmiche: in questo modo si ottiene un grafico lineare.
Nello stilare questi grafici occorre tenere presenti alcune avvertenze:

  1. Le variabili dipendente e indipendente vanno riportate rispettivamente in ordinata e in ascissa, in modo chiaro e facilmente individuabile.

  2. Le scale vanno scelte in modo tale che i valori possano essere letti velocemente e con facilità.

  3. L'intervallo dei valori deve coprire, se possibile, tutto lo spazio a disposizione sulla carta.

  4. Le scale vanno scelte in modo che la pendenza della retta risulti quanto più possibile vicina all'unità (retta inclinata di 45°). In pratica non si devono osservare rette con pendenze eccessive in un senso o nell'altro.

  5. A meno di altre condizioni, la scala prescelta deve permettere di ottenere un grafico il più rettilineo possibile.

  6. Le unità di misura sui due assi non devono consentire una precisione di lettura superiore alla precisione con cui si è effettuata la misura.

Ad esempio, se la precisione dello strumento usato è di ± 5 mV, non si può far corrispondere 1 mV ad 1 mm sulla carta. Oppure, utilizzando una buretta con divisione 1/20 per una titolazione, non è consentito associare ad 1 mm sulla carta un volume minore di 0,05 ml.

  1. Insieme con il grafico vanno riportate tutte quelle annotazioni che servono ad illustrare le condizioni nelle quali è stato tracciato e tutte le notizie che possono chiarire possibili ambiguità.

Non sempre però tutti i punti di un grafico giacciono esattamente su una retta.
In questi casi, per interpolare la retta migliore che passa fra i punti sperimentali, consentendo di stimare al meglio i valori di y per dei dati valori di x, si ricorre all'interpolazione della retta (regressione lineare) che viene effettuata di solito con il metodo dei minimi quadrati.

Questo metodo permette di calcolare l'equazione di quella retta che minimizza la somma dei quadrati delle distanze verticali tra i punti e la retta stessa.

Retta interpolata con il metodo dei minimi quadrati.

Fig. 1.1 Retta interpolata con il metodo dei minimi quadrati.

Si può dimostrare che per l'equazione di questa retta (detta equazione di regressione), che è del tipo y = a+bx, il coefficiente angolare b (chiamato perciò coefficiente di regressione) è dato dalla relazione:

oppure

dove xi sono tutti gli n valori della variabile indipendente nella tabella e x ne è la media aritmetica; analogamente yi sono tutti i valori della variabile dipendente in tabella e y è la loro media.

L'intercetta, a si ottiene poi dall'equazione: a = y - bx    (1.4)

Esempio.
Consideriamo i dati sperimentali relativi ad una determinazione spettrofotometrica, raccolti con lo scopo di tracciare la retta di taratura.

In tabella 1.2 vengono riportati i valori di concentrazione (x) delle soluzioni standard e le rispettive assorbanze (y). Nelle colonne successive si trovano invece le elaborazioni necessarie al calcolo del coefficiente b.

Tabella 1.2 Dati ottenuti da una determinazione spettrofotometrica e loro elaborazioni matematiche per l'applicazione della (1. 1). C è espressa in mg/l

A(y)

C(x)

xi-x

(xi-x)2

yi-y

(xi-x)(yi-y)

0,10 29,8 -9,3 86,49 -0,30 2,79
0,20 32,6 -6,5 42,25  -0,20 1,30
0,30 38,1 -1,0 1,00 -0,10 0,10
0,40 39,2 0,1 0,01 0 0
0,50 41,3 2,2 4,84 0,10 0,22
0,60 44,1 5,0 25,00 0,20 1,00
0,70 48,7 9,6 96,16 0,30

2,88

y = 0,40

x= 39,l

 

= 251,75

 

= 8,29

L'equazione della retta sarà dunque:

 

Per tracciare la retta, infine non rimane che fissare due punti, cioè calcolare i valori di y (assorbanza) per due valori qualsiasi di x (concentrazione) compresi nell'intervallo sperimentale. Ad esempio per 40 e 35 mg/1, i rispettivi valori di assorbanza saranno 0,43 e 0,26. La retta interpolata passa per questi due punti (vedi fig. 1.2).

Retta di taratura interpolata con il metodo dei minimi quadrati relativa alle tabelle 1,2 e 1.3.

Figura 1.2 Retta di taratura interpolata con il metodo dei minimi quadrati relativa alle tabelle 1,2 e 1.3.

N.B. Anche calcolando b con la seconda formula, si ottengono i medesimi risultati. Infatti:

Tabella 1.3 Dati ottenuti da una determinazione spettrofotometrica (gli stessi di tab. 1.2) ed elaborazioni matematiche secondo la (1.2).

A(y) (x) xiyi xi2
0,10 29,8 2,98 888,04
0,20 32,6 6,52 1062,76
0,30 38,1 11,43 1451,61
0,40 39,2 15,68 1536,64
0,50 41,3 20,65 1705,69
0,60 44,1 26,46 1944,81
0,70 48,7 34,09 2371,69
∑ yi ∑ xi ∑ xiyi ∑ xi2
2,80 273,8 117,81 10961,24

 

Per stabilire fino a che punto l'equazione di regressione calcolata con il metodo dei minimi quadrati può essere usata al fine di prevedere un valore di y conoscendo un determinato valore di x, si calcola un particolare parametro, denominato coefficiente di determinazione R2, mediante la relazione

R2 può assumere valori compresi fra O e 1. Se R2 = 1 allora esiste una perfetta relazione lineare fra x e y per cui ad un determinato valore di x corrisponde uno e un solo valore di y.
Se R2 = O non esiste alcuna relazione lineare fra le due variabili. Questo significa che valori di R2 compresi fra O e 1 forniscono una indicazione sulla "bontà" dell'equazione di regressione calcolata.
Per la retta di fig. 1.2, R2 = 0,975: in altre parole il 97,5% della variabilità dell'assorbanza è attribuibile alla sua relazione lineare con la concentrazione. Nella pratica le rette di taratura che si tracciano con le varie tecniche spettrofotometriche, ben difficilmente presentano valori di R2 inferiori a 0,98 e in ogni caso quasi mai al di sotto di 0,95.
In senso del tutto generale, quando si opera entro un intervallo di concentrazioni per cui il parametro chimico-fisico misurato (Assorbanza in spettrofotometria, ma anche area del picco in cromatografia o altezza dell'onda o del picco in polarografia, ecc.) presenta tendenzialmente una correlazione lineare con le concentrazioni stesse, allora si può affermare a ragion veduta che il valore di R2 da anche una misura della "qualità" del lavoro svolto nonché dell'affidabilità del metodo della metodica utilizzata.