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Infanzia negata

 

Testimonianza

 

"Quando i ribelli arrivarono, io uscii dalla nostra casa tremando e con il cuore in gola. E' stata dura.

I bambini che erano troppo deboli per camminare erano semplicemente tagliati a pezzetti con delle asce e lasciati a morire sulla strada.
Questo mi spaventò tantissimo.

Nella foresta io fui assegnata a un uomo come sua seconda moglie. Se ci si rifiutava di rendere rispetto, … si era picchiati per bene."

Estella, 15 anni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le bambine soldato
In Uganda si stima ci siano circa 6.500 bambine soldato, rapite dai ribelli .
Le bambine, che a volte hanno solo 8 anni prendono parte ai combattimenti, ma vengono anche utilizzate come portatrici, raccolgono informazioni, fanno da corrieri, da cuoche o domestiche.
Quasi tutte sono costrette a diventare 'mogli' dei combattenti, a subire violenze psicologiche e sessuali, a soddisfare ogni desiderio dei guerriglieri, venendo così violate doppiamente sia come donne che come bambine. Molte di loro, durante il corso della guerra rimango incinte,ma devono continuare a combattere, a svolgere il loro compito nelle milizie, ad essere adoperate come oggetto sessuale, sia durante la gravidanza che dopo.
La maternità costituisce un impedimento al loro inserimento nelle loro famiglie e comunità d'origine dove a volte riescono a tornare, poiché spesso queste si rifiutano di accoglierle e aiutarle a causa di quelli che vengono considerati figli della colpa.

Campi profughi
Con missioni durissime, l’AVSI cerca di dare aiuto a villaggi e popolazioni che da anni sono abbandonate al loro destino di guerra. Costruisce per loro i rifugi: capanne su capanne, nessuno spazio per vivere. Gli uni addosso agli altri. I ribelli là fuori hanno fatto questo. Rapiscono i ragazzini, costringono la gente a vivere ammassata in posti in cui nulla più della vita tradizionale può essere mantenuto.
Nei campi c'è tutto da fare. Bisogna fare in modo che la gente si costruisca le latrine, ricominci a coltivare qualche pezzetto di terra.

Addestramento
I metodi di addestramento sono brutali: i bambini, spesso drogati, sono costretti a mutilare ed uccidere con il machete, per non subire punizioni gravissime o addirittura essere uccisi a loro volta.
Vengono indottrinati anche per affrontare la paura: in battaglia portano una pietra in tasca che dovrebbe, in caso di pericolo, innalzare una montagna di fronte a loro come protezione dal nemico ed una bottiglia d'acqua con un bastoncino che, versata, dovrebbe creare un fiume che disperda le pallottole degli avversari.
Mai ritirarsi di fronte alla battaglia dice la dottrina di Kony, capo guerrigliero, che se ne resta,comunque, ben al riparo nelle retrovie

Il cinema denuncia le multinazionali responsabili