La guerra dimenticata
Adulti massacrati, bambine violentate, bambini rapiti e trasformati in soldati. Ragazzi e ragazze che non parlano e non sorridono mai, testimoni di un orrore che non si può cancellare.
La più grave fra le crisi umanitarie dimenticate è quella che dal 1986 terrorizza l'Uganda del nord.
Joseph Kony è il comandante del Lord's resistance army, un esercito di tremila soldati: un tipo sui 40 anni, un profeta esaltato che mescola Bibbia e violenza, animismo e paranormalità
Protetto dal regime islamico del Sudan, si oppone al governo centrale dell'Uganda controllato dal filoamericano Yoveri Museveni. Quest'ultimo usa gli aiuti internazionali per le spese militari e giustifica le mancate riforme democratiche con l'emergenza della guerra. Museveni appartiene all'etnia bantu diffusa nel sud Uganda e lotta contro gli acholi presenti nel Nord, tenendo instabile la frontiera col Sudan.
Nei campi profughi la presenza delle forze dell'ordine governative è incerta (dieci soldati per diecimila profughi). E di notte giungono le bande di Kony: dopo avere sterminato gli adulti davanti ai loro figli, prendono le bambine per farne schiave sessuali, per ingravidarle e talvolta mandarle a combattere col neonato sulle spalle. I maschietti rapiti fanno i trasportatori se hanno pochi anni, altrimenti li si fa soldati.
Ma prima devono subire una metamorfosi psichica, devono essere lacerati e traumatizzati attraverso il rito di iniziazione militare, devono uccidere in gruppo altri bambini e ragazzi, assistere e compiere mutilazioni, trucidare corpi e spezzettarli. Pur se si tratta di parenti stretti. La pena per il rifiuto è lo stesso trattamento. Vengono eliminati e gravemente amputati anche solo per non voler sparare. Così si diventa bambini-soldato.
Quando arriva il buio e stanno per piombare i criminali, dai campi profughi e dai villaggi migliaia di bambini si riversano nelle città, dove il presidio dei governativi è più attendibile. Li chiamano i night's commuter, pendolari della notte.
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